CFR – Cost and Freight: il venditore paga il nolo, il compratore porta il rischio della traversata
La regola marittima in cui costo e rischio si separano nel modo più netto. Dove passa il rischio, perché non esiste alcun obbligo di assicurare la merce e che cosa cambia davvero rispetto a CIF.
Che cosa significa CFR?
CFR sta per Cost and Freight, «costo e nolo». È la regola Incoterms® in cui il venditore contratta e paga il trasporto marittimo fino al porto di destinazione convenuto, ma il rischio di perdita o danneggiamento della merce si trasferisce al compratore quando la merce è a bordo della nave nel porto di imbarco.
È una delle quattro regole utilizzabili soltanto per il trasporto marittimo e per vie navigabili interne — insieme a FAS, FOB e CIF — e appartiene al gruppo «C», quello in cui il venditore sostiene il costo del trasporto principale senza però sopportarne il rischio.
La definizione più utile di CFR, però, è quella per sottrazione: CFR è CIF senza la polizza. Le due regole descrivono la stessa ripartizione di costi e lo stesso punto di trasferimento del rischio; l'unica differenza è che CIF obbliga il venditore a stipulare una copertura assicurativa a beneficio del compratore, e CFR no. È una differenza di una riga nel contratto e di parecchie migliaia di euro quando un container finisce in mare.
Chi fa che cosa, sotto CFR
| Voce | A carico del venditore | A carico del compratore |
|---|---|---|
| Imballaggio e trasporto fino al porto di imbarco | Sì | — |
| Caricazione a bordo della nave | Sì | — |
| Contratto di trasporto fino al porto di destinazione | Sì, e ne sostiene il costo | — |
| Trasferimento del rischio | Fino a quando la merce è a bordo della nave nel porto di imbarco | Da quel momento in poi, per l'intera traversata |
| Assicurazione della merce | Nessun obbligo | Nessun obbligo, ma è la parte che ha interesse a coprirsi |
| Formalità di esportazione | Sì, le esegue e le paga | — |
| Formalità di importazione, dazi e imposte | No | Sì |
La riga che conta è la quinta. Sotto CFR nessuna delle due parti è obbligata ad assicurare la merce: delle undici regole Incoterms® 2020, soltanto CIF e CIP impongono al venditore di stipulare una copertura. Questo non significa che la merce viaggi scoperta per forza — significa che, se nessuno se ne occupa, viaggia scoperta.
E poiché il rischio passa al compratore già alla partenza, è il compratore la parte che deve provvedere. È l'errore più frequente nell'uso di CFR: l'acquirente legge che il venditore paga il nolo, ne deduce che «la spedizione è a carico del venditore» e non stipula nulla. Poi il carico si perde in traversata, e scopre di essere lui il soggetto che ha subìto la perdita, senza polizza.
CFR o CIF? La differenza è solo l'assicurazione
Le due regole sono spesso trattate come intercambiabili nei preventivi. Non lo sono, e il confronto voce per voce lo rende evidente.
| CFR | CIF | |
|---|---|---|
| Chi contratta e paga il trasporto | Venditore | Venditore |
| Dove passa il rischio | A bordo della nave, porto di imbarco | A bordo della nave, porto di imbarco |
| Obbligo di assicurare la merce | Nessuno | Sì, in capo al venditore, a beneficio del compratore |
| Livello di copertura | — | Institute Cargo Clauses (C) come livello predefinito, con facoltà di concordare di più |
| Modi di trasporto ammessi | Solo mare e vie navigabili interne | Solo mare e vie navigabili interne |
| Chi sdogana all'esportazione | Venditore | Venditore |
| Chi sdogana all'importazione | Compratore | Compratore |
Sulla riga della copertura vale la precisazione che ICC ha introdotto con l'edizione 2020: per CIF le Institute Cargo Clauses (C) restano il livello predefinito, con facoltà delle parti di concordare una copertura superiore, mentre per CIP la regola richiede oggi un livello più elevato, conforme alle Institute Cargo Clauses (A) o clausole analoghe. Sotto Incoterms 2010 le due prevedevano lo stesso minimo. La differenza è spiegata per esteso nella pagina dedicata a CIF.
Da qui la raccomandazione pratica su CFR, che è l'unica cosa davvero importante da portarsi via da questa pagina: se comprate sotto CFR, la polizza la stipulate voi, e la stipulate prima dell'imbarco. Il rischio è già vostro quando la merce tocca la stiva. Una copertura attivata dopo la partenza è una copertura che comincia dopo il momento in cui è passato il rischio.
E dal lato di chi vende: proporre CFR invece di CIF abbassa il prezzo dichiarato senza abbassare nulla di sostanziale per il compratore, che dovrà comunque assicurarsi. Se la trattativa è sul prezzo, la differenza fra le due va spiegata, non nascosta — anche perché un compratore che scopre a posteriori di aver comprato «senza assicurazione» attribuisce la sorpresa al fornitore, non alla sigla.
Il porto indicato nella clausola non è il punto di consegna
CFR condivide con le altre regole del gruppo «C» la caratteristica che genera più contenzioso: il luogo nominato nella clausola è la destinazione fino alla quale il venditore paga il trasporto, non il luogo in cui consegna. Come ICC segnala nella propria introduzione alle regole, nel gruppo C consegna e destinazione sono necessariamente due luoghi diversi.
In una clausola «CFR Rotterdam», Rotterdam è il porto fino al quale il venditore ha organizzato e pagato il nolo. Il rischio, però, è passato al compratore a La Spezia, quando la merce è stata caricata a bordo. Se la nave affonda a metà rotta, la merce è perduta per il compratore, che ha comunque l'obbligo di pagare il prezzo.
Ne deriva un accorgimento di redazione che vale la pena adottare sistematicamente: indicare espressamente anche il porto di imbarco, quando non è già determinato da altre pattuizioni. È il punto in cui si trasferisce il rischio, ed è l'informazione che serve al compratore per far decorrere correttamente la propria copertura.
Il secondo punto critico riguarda i costi allo sbarco. Le spese di scarico al porto di destinazione dipendono da che cosa il venditore ha incluso nel contratto di trasporto: se il nolo le comprende, le ha già sostenute lui; se non le comprende, restano al compratore. La sigla da sola non lo dice, e la duplicazione delle imputazioni al porto di arrivo è una delle voci di contestazione più comuni. Va scritta nel contratto.
Terzo: citare sempre l'edizione. «CFR Rotterdam, Incoterms 2020». Le regole Incoterms® sono di natura pattizia e producono effetto soltanto se richiamate espressamente nel contratto di vendita; il riferimento privo di anno lascia aperta la questione di quale edizione si applichi.
CFR e container: perché la regola giusta è quasi sempre CPT
CFR presuppone che il venditore consegni la merce a bordo della nave. È la stessa premessa di FOB, e produce lo stesso disallineamento quando la spedizione è containerizzata.
In una spedizione in container il venditore non consegna alla nave: consegna il container a un terminal o a un vettore, giorni prima dell'imbarco, e da quel momento non ha più né la custodia né il controllo della merce. Usare CFR in quel contesto crea uno scarto fra il punto di consegna contrattuale — a bordo — e quello reale — il terminal. Nell'intervallo, il rischio resta formalmente al venditore su merce che non è più nelle sue mani.
È esattamente il tipo di uso improprio che ICC ha indicato come motivo della modifica introdotta su FCA nel 2020. La regola corrispondente a CFR nel gruppo multimodale è CPT (Carriage Paid To), che ha la stessa struttura — il venditore paga il trasporto fino a destinazione, il rischio passa alla consegna al vettore — senza presupporre la caricazione a bordo di una nave.
La regola pratica è semplice: CFR per la merce alla rinfusa e per i carichi convenzionali; CPT per i container. Se la clausola CFR è già in contratto e la spedizione è containerizzata, conviene almeno esplicitare per iscritto in quale momento le parti intendono trasferito il rischio, invece di scoprirlo in sede di sinistro.
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I documenti, e quali di questi vanno tradotti
Sotto CFR il venditore deve procurarsi e trasmettere al compratore il documento di trasporto che consente a quest'ultimo di reclamare la merce a destino — tipicamente la polizza di carico — oltre alla fattura commerciale e alla packing list, ed eseguire e pagare le formalità di esportazione. Al compratore restano la dichiarazione di importazione, i dazi e le imposte, ed eventuali licenze all'importazione.
Rispetto a CIF manca una voce sola nel fascicolo, ed è la polizza o certificato di assicurazione. La sua assenza ha però una conseguenza documentale che si sottovaluta: quando la vendita è regolata da un credito documentario, la lettera di credito elenca i documenti richiesti, e se ne pretende uno che la regola scelta non produce, i documenti vengono respinti. Prima di firmare una CFR con pagamento a mezzo credito documentario conviene verificare che l'elenco dei documenti richiesti dal credito coincida con quelli che CFR effettivamente genera.
La procedura doganale di esportazione resta la stessa di ogni spedizione extra-UE: dichiarazione elettronica all'ufficio doganale di esportazione e successiva presentazione della merce all'ufficio di uscita con il numero di riferimento principale (MRN). L'Agenzia delle dogane e dei monopoli descrive il completamento del ciclo: è il messaggio di uscita conclusa a costituire la prova dell'uscita delle merci dal territorio doganale dell'Unione. Il certificato di origine, quando è richiesto all'importazione, e le prove di origine preferenziale vanno concordati in anticipo, perché è il venditore a poterli procurare.
Sul piano linguistico vale quanto per le altre regole: la sigla CFR non si traduce, perché è un termine convenzionale che va lasciato tale con l'indicazione dell'edizione. Si traducono invece le condizioni generali di vendita, le specifiche tecniche, i termini di garanzia e la documentazione di prodotto nelle lingue imposte dal mercato di destinazione. E si traduce con la stessa terminologia in tutti i documenti della commessa: in un credito documentario, una discordanza fra la descrizione della merce in fattura e quella nella lettera di credito basta a far respingere i documenti dalla banca.
Checklist per impostare una clausola CFR
1. Verificare che la spedizione sia davvero marittima e non containerizzata
CFR è utilizzabile solo per trasporto marittimo e per vie navigabili interne e presuppone la consegna a bordo. Per un container la regola corrispondente è CPT.
2. Indicare il porto di destinazione, e anche quello di imbarco
Il porto nella clausola è la destinazione fino alla quale il venditore paga il nolo. Il rischio passa al porto di imbarco, che conviene esplicitare per iscritto.
3. Stabilire chi assicura, e scriverlo
CFR non impone alcuna copertura. Poiché il rischio è del compratore già dall'imbarco, è il compratore a doversi coprire, con decorrenza anteriore alla partenza.
4. Attribuire le spese di sbarco
Dipendono da quanto il nolo pattuito dal venditore comprende. L'attribuzione va scritta, per evitare doppie imputazioni al porto di arrivo.
5. Allineare la clausola al credito documentario
Se il pagamento avviene a mezzo credito, l'elenco dei documenti richiesti deve corrispondere a quelli che CFR produce: sotto CFR non esiste un certificato di assicurazione.
6. Concordare in anticipo origine e prove preferenziali
Certificato di origine ed EUR.1, dichiarazione su fattura o attestazione REX vanno richiesti al venditore prima della spedizione, non dopo l'arrivo.
7. Citare sempre l'edizione
«CFR porto di …, Incoterms 2020». Le regole producono effetto solo se richiamate espressamente nel contratto, con l'indicazione del porto e dell'anno.
Altre regole e approfondimenti
Guida agli Incoterms 2020
Le undici regole, i due gruppi e cosa gli Incoterms non regolano.
ScopriCIF – Cost, Insurance and Freight
La stessa regola con l'obbligo assicurativo in capo al venditore, e il livello di copertura previsto.
ScopriFOB – Free On Board
La regola marittima in cui è il compratore a contrattare e pagare il trasporto.
ScopriCPT – Carriage Paid To
La corrispondente multimodale, quella corretta per le spedizioni in container.
ScopriCertificato di origine e documenti export
Chi lo rilascia, cosa attesta e quali alternative preferenziali esistono.
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Calcola il preventivoDomande frequenti su CFR
Fonti
- ICC — Incoterms rules e Incoterms 2020, International Chamber of Commerce: livelli di copertura assicurativa di CIF e CIP e differenziazione introdotta con l'edizione 2020. Il testo autentico delle regole è la pubblicazione ICC n. 723E: questa pagina ne descrive gli obblighi con parole proprie e non ne riproduce il testo, protetto da copyright ICC (policy su marchio e copyright).
- ICC Italia — Incoterms 2020: elenco delle undici regole, gruppo marittimo e trasferimento del rischio a bordo della nave sotto CFR.
- Agenzia delle dogane e dei monopoli — Esportazione: risultati di uscita, messaggio di uscita conclusa, MRN.
- Commissione europea — Access2Markets, guida all'esportazione di merci.
Nota metodologica. Questa guida ha finalità informative e non costituisce consulenza legale, doganale, fiscale o assicurativa. «Incoterms» è un marchio registrato di ICC. Le regole sono di natura pattizia e producono effetto solo se richiamate espressamente nel contratto di vendita, con l'indicazione del porto e dell'edizione. Le Institute Cargo Clauses citate nel confronto con CIF sono clausole di mercato il cui contenuto va verificato nella versione applicabile alla singola polizza.
Ultima revisione: 14 agosto 2026.
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