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Guida alla documentazione ufficiale

Asseverazione di una traduzione: che cos'è, chi la fa e come si svolge

Il giuramento con cui un traduttore risponde della fedeltà del proprio lavoro davanti a un pubblico ufficiale. Cosa certifica, cosa non certifica e perché le regole cambiano da un tribunale all'altro.

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Che cos'è l'asseverazione di una traduzione?

L'asseverazione è il giuramento con cui il traduttore attesta, davanti a un pubblico ufficiale, di avere tradotto fedelmente il documento. Si presta in cancelleria presso un tribunale, davanti a un giudice di pace oppure davanti a un notaio. Il risultato è un fascicolo unico — originale, traduzione e verbale di giuramento — che prende il nome di traduzione giurata o asseverata.

La parola chiave è responsabilità. L'asseverazione non è un timbro che l'agenzia di traduzione può apporre da sé: è un atto personale del traduttore, che si presenta di persona e firma davanti al funzionario. Il Tribunale di Roma lo scrive senza giri di parole nelle proprie disposizioni: «La traduzione deve essere giurata personalmente dal traduttore», e richiama l'articolo 483 del codice penale — la norma sulle dichiarazioni false rese dal privato in un atto pubblico.

È altrettanto importante sapere che cosa l'asseverazione non fa. Non certifica che il documento originale sia autentico, né che il suo contenuto sia vero. Non è un giudizio di qualità della traduzione: nessun funzionario di cancelleria confronta i due testi. E non rende automaticamente valido il documento all'estero: per quello servono, a seconda del Paese, l'apostille o la legalizzazione.

Una precisazione: «asseverazione» non significa solo traduzione

Chi cerca semplicemente il significato della parola arriva spesso qui per un motivo diverso. Asseverare significa affermare con certezza, e nel linguaggio giuridico e tecnico italiano il termine copre almeno tre atti distinti:

  • l'asseverazione di una traduzione, che è l'oggetto di questa pagina;
  • l'asseverazione di una perizia stragiudiziale, cioè il giuramento con cui un tecnico si assume la responsabilità di una perizia redatta fuori da un processo — la stessa cancelleria si occupa di entrambe, e infatti gli uffici si chiamano quasi ovunque «asseverazione di perizie e traduzioni»;
  • l'asseverazione tecnica in edilizia, cioè la dichiarazione con cui un professionista abilitato attesta la conformità di un progetto o di un intervento, che nulla ha a che vedere con le traduzioni.

Se siete arrivati cercando la terza, questa guida non è quella giusta. Se vi serve una delle prime due, il meccanismo è identico: qualcuno con una competenza tecnica se ne assume la responsabilità formale davanti a un pubblico ufficiale.

Traduzione certificata, giurata, legalizzata: che differenza c'è?

Sono tre livelli diversi, e vengono confusi di continuo perché in inglese si dice certified translation per tutti e tre. In Italia si distinguono così.

Chi la rilasciaChe cosa aggiungeQuando serve
Traduzione certificataIl traduttore o l'agenzia, con una propria dichiarazione di conformità su carta intestataNessun intervento di un pubblico ufficiale. Ha il valore della firma di chi la rilasciaAlcuni enti esteri e molte procedure aziendali la accettano. Non è sufficiente dove la legge o l'ufficio richiede il giuramento
Traduzione giurata (asseverata)Il traduttore, con giuramento davanti al cancelliere, al giudice di pace o al notaioUn verbale di giuramento, che è a tutti gli effetti un atto pubblicoPratiche davanti alla pubblica amministrazione italiana, tribunali, procedure di cittadinanza, riconoscimento di titoli
Traduzione legalizzata o apostillataL'autorità competente (Prefettura o Procura della Repubblica) sulla firma del pubblico ufficialeL'attestazione che la firma sul verbale è autentica e che chi l'ha apposta ne aveva il potereQuando la traduzione giurata deve essere presentata a un'autorità estera

I tre livelli si sommano: la legalizzazione o l'apostille si appoggia alla firma apposta durante l'asseverazione, quindi non si può apostillare una traduzione che non sia stata prima giurata. È il motivo per cui l'ordine delle operazioni conta, e per cui rifare il percorso al contrario costa tempo.

Una quarta possibilità esiste e viene spesso dimenticata: fra Stati dell'Unione europea, per una lista precisa di documenti anagrafici, non serve né apostille né legalizzazione. Ne parliamo nella guida sull'apostille.

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Chi può asseverare una traduzione?

Qui arriva la risposta che i siti del settore tendono a semplificare: in Italia non esiste un albo nazionale dei traduttori giurati, e non esiste una figura di «traduttore ufficiale» definita da una legge dello Stato. L'espressione traduttore ufficiale compare nell'articolo 33, comma 3 del D.P.R. 445/2000 a proposito delle traduzioni da allegare ai documenti stranieri, ma il testo non la definisce e non rinvia ad alcun registro.

Il risultato è che ogni tribunale decide chi ammettere al giuramento, e le decisioni divergono in modo sostanziale. Due esempi reali, verificati sui siti dei due uffici:

  • il Tribunale di Milano ammette al giuramento delle traduzioni esclusivamente gli iscritti all'albo dei consulenti tecnici d'ufficio del tribunale, oppure al ruolo periti ed esperti della Camera di commercio nella categoria traduttori/interpreti, oppure agli iscritti ad associazioni professionali di interpreti e traduttori rilevanti ai sensi della Legge 4/2013;
  • il Tribunale di Roma non pone alcun requisito di iscrizione. Chiede però che il traduttore sia «persona diversa dall'interessato, né parente né affine», che si presenti di persona con un documento valido e, se cittadino extracomunitario, che esibisca in originale anche il permesso di soggiorno.

Il Tribunale di Trieste, per fare un terzo caso, prevede semplicemente che l'asseverazione «può essere richiesta da chi ha redatto la perizia stragiudiziale o la traduzione del documento», con l'obbligo che il traduttore sia estraneo all'atto.

Da questo discende una regola pratica che vale più di qualsiasi elenco: prima di far tradurre, verificate i requisiti del tribunale in cui l'atto dovrà essere giurato. Un traduttore competente ma non iscritto ad alcun registro può asseverare a Roma e non a Milano.

Due registri esistono e sono quelli a cui i tribunali rinviano quando pongono un requisito. Il primo è l'albo dei consulenti tecnici d'ufficio tenuto presso ogni tribunale, oggi confluito in un elenco nazionale gestito dal Ministero della giustizia ai sensi dell'articolo 24-bis delle disposizioni di attuazione del codice di procedura civile, con categorie e requisiti definiti dal decreto ministeriale 4 agosto 2023, n. 109. Il secondo è il ruolo dei periti e degli esperti tenuto da ciascuna Camera di commercio, dove traduttori e interpreti hanno una propria sottocategoria e l'iscrizione richiede di documentare titoli di studio linguistici ed esperienza professionale. Nessuno dei due è un ordine professionale, e l'iscrizione non è condizione per esercitare la professione: è una qualificazione che alcuni uffici pretendono e altri no.

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Come si compone materialmente l'atto

Su questo i tribunali sono molto più allineati. Il fascicolo si compone di tre parti, in quest'ordine: il documento da tradurre, la traduzione, il verbale di giuramento. Le tre parti vanno unite in modo da formare un atto unico — spillatura o rilegatura; il Tribunale di Roma esclude espressamente anelli e spirali.

Alcune prescrizioni ricorrenti meritano attenzione perché sono la causa più comune di un atto respinto allo sportello:

  • firme di congiunzione: il traduttore firma tutte le congiunzioni dei fogli, a partire da quella fra l'ultima facciata del documento originale e la prima della traduzione;
  • niente traduzioni fra due lingue straniere: dove è vietato — come a Roma — il percorso è documento straniero, traduzione in italiano con primo giuramento, traduzione nella seconda lingua straniera con secondo giuramento;
  • timbri, loghi, stemmi, firme e fotografie vanno descritti e tradotti, non riprodotti. Se sono illeggibili lo si dichiara, nella lingua della traduzione, con formule del tipo «timbro illeggibile» o «f.to illeggibile». Anche le marche da bollo presenti sull'originale vanno menzionate;
  • le parti non tradotte vanno dichiarate: se si omette la traduzione di una porzione del documento, va indicato esattamente quali parti, prima della traduzione e nella stessa lingua, e va ripetuto nel verbale;
  • la firma sul verbale si appone davanti al funzionario, non prima.

Quasi tutti gli uffici lavorano oggi su appuntamento prenotato online, spesso con un tetto al numero di atti presentabili in una sola volta. Orari, piattaforme di prenotazione e limiti cambiano da tribunale a tribunale e vengono aggiornati con frequenza: sono informazioni da prendere sul sito dell'ufficio competente il giorno in cui si prenota, non da una guida.

La procedura, passo per passo

1

1. Stabilire dove servirà il documento

L'autorità di destinazione determina tutto il resto: se basta una traduzione certificata, se serve il giuramento e se dopo il giuramento servirà l'apostille o la legalizzazione. Chiedetelo all'ufficio che riceverà il documento, prima di iniziare.

2

2. Verificare i requisiti del tribunale competente

Se il traduttore deve essere iscritto a un albo o a un ruolo, saperlo dopo la traduzione significa rifarla. La verifica va fatta sul sito dell'ufficio in cui si giurerà.

3

3. Preparare l'originale nella forma richiesta

Alcuni uffici e molte autorità estere pretendono l'originale o una copia conforme, non una fotocopia semplice. Un documento straniero destinato all'Italia può a sua volta dover essere già legalizzato o apostillato nel Paese di origine.

4

4. Tradurre integralmente, descrivendo gli elementi grafici

Timbri, stemmi, firme, fotografie e marche vanno descritti e tradotti. Le eventuali omissioni vanno dichiarate esplicitamente prima del testo tradotto.

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5. Comporre il fascicolo e applicare le marche

Documento, traduzione, verbale, in quest'ordine, uniti stabilmente e con le firme di congiunzione. Le marche da bollo si applicano secondo il criterio dell'ufficio.

6

6. Prenotare e presentarsi di persona

Il traduttore va allo sportello con un documento di identità in originale e in corso di validità e firma il verbale davanti al funzionario.

7

7. Se il documento va all'estero, procedere con apostille o legalizzazione

Il passaggio successivo si svolge presso la Procura della Repubblica per gli atti giudiziari e notarili, presso la Prefettura per gli altri, e riguarda la firma del pubblico ufficiale sul verbale.

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Marche da bollo: perché non esiste una risposta unica

L'imposta di bollo sull'asseverazione è dovuta ai sensi del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 642, ma il modo di calcolarla viene spiegato in modo diverso da ogni ufficio, e questa è una delle ragioni per cui una cifra letta online non sostituisce la verifica.

Tre esempi, tutti presi dalle indicazioni pubblicate dagli uffici stessi:

UfficioCriterio pubblicato
Tribunale di RomaUna marca da 16 euro ogni 100 righe, verbale di giuramento compreso; da 101 a 200 righe due marche, e così via. Sopra le cento righe è ammessa una marca cumulativa
Tribunale di MilanoUna marca da 16 euro ogni 4 pagine, a partire dalla prima facciata
Tribunale di TriesteUna marca da 16 euro ogni 100 righe, più una marca da 1 euro per ogni allegato

I due criteri più diffusi — ogni quattro facciate e ogni cento righe — descrivono in realtà la stessa unità di misura, il foglio uso bollo da 25 righe per facciata; ma il conteggio pratico cambia, e cambia anche ciò che si include nel computo.

Esistono inoltre esenzioni previste da leggi specifiche: il Tribunale di Roma cita come esempi le materie richiamate dal D.P.R. 642/1972 in tema di adozioni e tutela dei minori e l'articolo 19 della Legge 74/1987 per separazione e divorzio. Quando si applica un'esenzione, gli estremi della legge vanno trascritti sul verbale, con data e firma del traduttore che se ne assume la responsabilità.

Un punto meno noto e spesso fonte di contestazioni allo sportello: a seguito della circolare del Ministero della giustizia n. 83861.E del 20 settembre 2021, anche le traduzioni giurate e l'asseverazione di certificati in materia di stato civile scontano l'imposta di bollo, che non si considera assorbita dal contributo unificato.

Regola operativa: prima di comprare le marche, leggete la pagina dell'ufficio in cui giurerete. Gli importi e i criteri riportati qui sono quelli pubblicati da tre tribunali specifici e non costituiscono una regola nazionale.

Che ruolo ha un'agenzia di traduzione in tutto questo

Vale la pena dirlo con chiarezza, perché il settore tende a lasciarlo nel vago. Un'agenzia di traduzione non assevera e non certifica nulla in senso legale. L'atto pubblico nasce dall'incontro fra un traduttore che giura e un pubblico ufficiale che riceve il giuramento: nessuno dei due può essere sostituito da un logo su una carta intestata.

Quello che un'agenzia fa, e che ha valore concreto, è il lavoro attorno all'atto: assegnare la traduzione a un professionista che soddisfi i requisiti dell'ufficio in cui si giurerà, produrre un testo integrale e conforme alle prescrizioni formali, comporre il fascicolo nell'ordine giusto, seguire il passaggio successivo di apostille o legalizzazione quando serve, e — non ultimo — dire al cliente quando l'asseverazione non è necessaria, evitandogli una spesa e un giro in tribunale.

Italtrust lavora in questo modo, con traduttori madrelingua e revisione interna come passaggio strutturale del processo. Le certificazioni di cui disponiamo, ISO 17100 per i servizi di traduzione e ISO 27001 per la sicurezza delle informazioni, riguardano il processo produttivo: non sono e non sostituiscono un'asseverazione.

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Domande frequenti sull'asseverazione

Asseverare significa affermare con certezza. Riferito a una traduzione, indica il giuramento con cui il traduttore dichiara davanti a un pubblico ufficiale di avere tradotto fedelmente il documento. Lo stesso termine si usa anche per le perizie stragiudiziali e, in un contesto del tutto diverso, per le asseverazioni tecniche in edilizia.

Fonti

Nota metodologica. Questa guida ha finalità informative e non costituisce consulenza legale. Le prescrizioni operative dell'asseverazione sono stabilite da ciascun ufficio giudiziario e vengono aggiornate con frequenza: i tre tribunali citati sono esempi verificati alla data di revisione, non una regola nazionale. Prima di procedere, verificate sempre le disposizioni pubblicate dall'ufficio competente e i requisiti dell'autorità di destinazione.

Ultima revisione: 14 agosto 2026.

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Italtrust è un'agenzia di traduzione con sede a Roma, certificata ISO 17100 e ISO 27001, con oltre 3.000 professionisti in 80 lingue. Diteci a quale ufficio è destinato il documento: da lì ricaviamo il percorso corretto.

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