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Guida alla documentazione ufficiale

Traduzione certificata, giurata o legalizzata: quale vi serve davvero

Tre livelli che vengono venduti come sinonimi e non lo sono. Come capire quale chiede il vostro ufficio di destinazione, chi è il traduttore giurato in Italia e da quali voci nasce il costo.

La risposta breve

La scelta non la fate voi e non la fa l'agenzia: la fa l'ufficio che riceverà il documento. Una traduzione certificata è una dichiarazione di conformità firmata da chi traduce; una traduzione giurata aggiunge il giuramento del traduttore davanti a un pubblico ufficiale; una traduzione legalizzata o apostillata aggiunge l'attestazione che la firma di quel pubblico ufficiale è autentica. Ogni livello si appoggia al precedente e costa di più in tempo e denaro.

Da qui discende la prima regola pratica di questa pagina: una e-mail all'ufficio di destinazione vale più di qualsiasi guida, questa compresa. Chiedete tre cose — se accettano una traduzione certificata, se pretendono il giuramento, se serve l'apostille o la legalizzazione e su quale documento. Le risposte determinano il percorso e il costo.

La seconda regola è meno intuitiva: il livello più alto non è sempre il più sicuro. Presentare una traduzione asseverata e apostillata dove ne bastava una certificata significa avere speso settimane e denaro in più senza alcun vantaggio; e in alcuni casi, come vedremo, la formalità in più non è nemmeno prevista dalla legge.

I tre livelli a confronto

Traduzione certificataTraduzione giurata (asseverata)Traduzione legalizzata o apostillata
Chi intervieneIl traduttore o l'agenziaIl traduttore, davanti a cancelliere, giudice di pace o notaioProcura della Repubblica o Prefettura
Che cosa viene attestatoLa conformità della traduzione all'originale, sotto la responsabilità di chi firmaLa stessa conformità, ma resa con giuramento in un atto pubblicoL'autenticità della firma del pubblico ufficiale che ha ricevuto il giuramento
Che cosa produceUna dichiarazione su carta intestata allegata alla traduzioneUn fascicolo unico: originale, traduzione, verbale di giuramentoUn certificato o timbro aggiunto al verbale
Imposta di bolloNon previstaDovuta, con criteri stabiliti da ciascun ufficioSecondo le indicazioni dell'ufficio competente
Presenza fisicaNoSì: il traduttore si presenta di personaDeposito della pratica presso l'ufficio
Tipicamente richiesta daControparti commerciali, alcuni enti esteri, procedure interne aziendaliPubbliche amministrazioni italiane, tribunali, procedure di riconoscimento titoli e cittadinanzaAutorità estere, quando il documento italiano deve valere fuori dall'Italia

Un punto che genera confusione merita di essere isolato: in inglese si dice certified translation per tutti e tre i livelli. Quando un ente estero chiede una certified translation, non sta necessariamente chiedendo l'asseverazione — e quando chiede una sworn translation non sta chiedendo la stessa cosa di una notarised translation. È il motivo per cui conviene farsi dire non il nome del servizio, ma che cosa deve comparire sul documento.

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Chi è, in Italia, un «traduttore giurato»

Qui va detta una cosa che il marketing del settore tende a nascondere: in Italia non esiste un albo nazionale dei traduttori giurati, e non esiste un titolo professionale protetto di traduttore giurato o traduttore ufficiale. L'espressione «traduttore ufficiale» compare nell'articolo 33, comma 3 del D.P.R. 445/2000, ma la norma non la definisce e non rinvia ad alcun registro.

Esistono invece tre riferimenti concreti, ed è a questi che gli uffici guardano quando pongono un requisito:

  • l'albo dei consulenti tecnici d'ufficio tenuto presso ogni tribunale, oggi confluito in un elenco nazionale gestito dal Ministero della giustizia ai sensi dell'articolo 24-bis delle disposizioni di attuazione del codice di procedura civile, con categorie e requisiti definiti dal d.m. 4 agosto 2023, n. 109;
  • il ruolo dei periti e degli esperti tenuto da ciascuna Camera di commercio, che prevede una sottocategoria per traduttori e interpreti e richiede di documentare titoli linguistici ed esperienza professionale;
  • le associazioni professionali di interpreti e traduttori rilevanti ai sensi della Legge 14 gennaio 2013, n. 4 sulle professioni non organizzate in ordini o collegi.

Quanto contino, dipende dall'ufficio. Il Tribunale di Milano ammette al giuramento delle traduzioni esclusivamente chi rientra in una di quelle tre categorie. Il Tribunale di Roma non richiede alcuna iscrizione, ma esige che il traduttore sia persona diversa dall'interessato, né parente né affine, e che si presenti di persona.

La conseguenza pratica è netta e vale la pena scriverla per esteso: chiedere «siete traduttori giurati?» è la domanda sbagliata. La domanda giusta è: «il traduttore che assegnerete al mio documento è ammesso al giuramento presso il tribunale in cui va asseverato?». È una differenza che si scopre allo sportello, quando è troppo tardi.

Il caso in cui non serve nulla di tutto questo

Prima di comprare un livello, vale la pena verificare se sia dovuto. Dal 16 febbraio 2019 si applica il Regolamento (UE) 2016/1191, che esenta da ogni forma di legalizzazione e formalità analoghe — apostille compresa — i documenti pubblici che circolano fra Stati membri dell'Unione e che hanno come obiettivo principale di accertare fatti come nascita, esistenza in vita, decesso, nome, matrimonio, divorzio, unione registrata, filiazione, adozione, domicilio e residenza, cittadinanza e assenza di precedenti penali.

Due disposizioni dello stesso Regolamento incidono direttamente sulla traduzione. I moduli standard multilingue, che l'ufficio di stato civile allega su richiesta, riducono la necessità di tradurre: quando il documento ne è corredato, l'autorità ricevente può chiedere una traduzione solo se ritiene insufficienti le informazioni del modulo. E l'articolo 6, paragrafo 2 stabilisce che «la traduzione certificata effettuata da una persona qualificata a tal fine ai sensi del diritto di uno Stato membro è accettata in tutti gli Stati membri»: una traduzione giurata regolarmente in Italia non si rifà in Germania.

Attenzione al perimetro: il Regolamento non si applica ai documenti rilasciati dalle autorità di un Paese terzo, né riguarda il riconoscimento degli effetti giuridici del loro contenuto.

Come scegliere, in sette domande

1

1. Dove sarà presentato il documento?

Ufficio, città, Paese. Tutto il resto discende da qui: la formalità richiesta è quella che pretende l'autorità ricevente, non quella che è più prudente in astratto.

2

2. Il documento circola fra Stati dell'Unione europea?

Se sì e rientra fra i documenti elencati dal Regolamento 2016/1191, apostille e legalizzazione non sono dovute. Chiedete all'ufficio di stato civile il modulo standard multilingue.

3

3. L'ufficio accetta una dichiarazione di conformità del traduttore?

Molte procedure aziendali e diversi enti esteri la accettano. Se la risposta è sì, il percorso finisce qui: niente tribunale, niente bolli, tempi brevi.

4

4. Serve il giuramento?

Se l'ufficio chiede una traduzione asseverata, verificate quale tribunale userete e quali requisiti pone al traduttore prima di far partire la traduzione.

5

5. Il documento deve valere all'estero?

In quel caso serve un passaggio ulteriore: apostille se il Paese aderisce alla Convenzione dell'Aja del 1961, legalizzazione consolare altrimenti.

6

6. L'apostille va sull'originale, sulla traduzione o su entrambi?

È la domanda che fa risparmiare più tempo in assoluto, perché determina l'ordine delle operazioni. Se serve sull'originale, va richiesta prima di tradurre.

7

7. Entro quando?

I tempi non dipendono dalla traduzione ma dagli appuntamenti disponibili in cancelleria e dai tempi dell'ufficio che rilascia apostille o legalizzazione. Sono la variabile meno comprimibile dell'intera pratica.

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Quanto costa una traduzione giurata

Non esiste un prezzo unico, e chi lo pubblica sta semplificando qualcosa. Il costo di una pratica completa si compone di tre voci indipendenti, che seguono logiche diverse.

1. La traduzione. È l'unica voce che dipende da noi ed è misurabile in anticipo. Il nostro riferimento è la cartella da 1.375 caratteri, pari a circa 250 parole, con quattro gruppi linguistici e una tariffa per cartella che va da 14 a 27 euro a seconda del gruppo; fra lingua di partenza e lingua di arrivo si applica il gruppo più alto. Sono previsti un supplemento per la consegna urgente e sconti su ripetizioni e corrispondenze di memoria di traduzione. Il dettaglio è sulla pagina del listino.

2. L'imposta di bollo. È un tributo, non un compenso, e il criterio di calcolo cambia da tribunale a tribunale. Il Tribunale di Roma indica una marca da 16 euro ogni 100 righe compreso il verbale di giuramento; il Tribunale di Milano una marca da 16 euro ogni 4 pagine a partire dalla prima facciata; il Tribunale di Trieste una marca da 16 euro ogni 100 righe più una da 1 euro per ogni allegato. Esistono esenzioni previste da leggi specifiche — il Tribunale di Roma cita come esempi le materie richiamate dal D.P.R. 642/1972 in tema di adozioni e tutela dei minori e l'articolo 19 della Legge 74/1987 per separazione e divorzio — e in quei casi gli estremi della norma vanno trascritti sul verbale.

3. I diritti e i tempi degli uffici. Apostille, legalizzazione presso la Procura o la Prefettura ed eventuale legalizzazione consolare seguono le regole dell'ufficio competente. I diritti consolari, in particolare, sono stabiliti da ciascuna rappresentanza diplomatica e variano da Paese a Paese.

Due conseguenze onesta da trarne. La prima: un preventivo serio si dà sul documento, non sulla parola «asseverata» — il numero di righe della traduzione determina il bollo, e il numero di righe si sa solo dopo aver visto il file. La seconda: su documenti brevi e ripetitivi, come un certificato di stato civile, le voci accessorie possono pesare quanto la traduzione, il che rende ancora più conveniente verificare in anticipo se l'asseverazione sia davvero necessaria.

«Traduzione certificata online»: che cosa si può e non si può fare a distanza

Una parte del processo si svolge a distanza senza alcun problema: la ricezione dei file, la traduzione, la revisione, la preparazione del fascicolo, la spedizione del plico finale. Una parte, no.

Il giuramento richiede la presenza fisica del traduttore: gli uffici prescrivono che si presenti personalmente allo sportello con un documento di identità in originale e in corso di validità e che firmi il verbale davanti al funzionario. Non è un vezzo burocratico: è ciò che rende il verbale un atto pubblico e che dà consistenza alla responsabilità che il traduttore si assume. Il Tribunale di Roma richiama esplicitamente, nelle proprie disposizioni, l'articolo 483 del codice penale.

Allo stesso modo, non è possibile legalizzare o apostillare atti non firmati in originale — un fax o la stampa di un'e-mail — e la normativa attuale, indicano le Prefetture, non consente di legalizzare documenti firmati digitalmente. Diverso è il caso delle e-Apostille emesse nell'ambito del programma e-APP della Conferenza dell'Aja, che non possono essere rifiutate per il solo fatto di essere state emesse in forma elettronica.

Quindi sì, la pratica si gestisce a distanza; ma qualcuno, a un certo punto, entra fisicamente in un tribunale. Chi promette una traduzione giurata interamente digitale sta descrivendo qualcosa di diverso — quasi sempre una traduzione certificata.

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Domande frequenti

La traduzione certificata è accompagnata da una dichiarazione di conformità firmata dal traduttore o dall'agenzia, senza l'intervento di un pubblico ufficiale. La traduzione giurata, o asseverata, nasce da un giuramento reso dal traduttore davanti a un cancelliere, a un giudice di pace o a un notaio, e produce un verbale che è a tutti gli effetti un atto pubblico.

Fonti

Nota metodologica. Questa guida ha finalità informative e non costituisce consulenza legale. Gli importi dell'imposta di bollo e i criteri di calcolo citati sono quelli pubblicati dai tre tribunali indicati alla data di revisione e non costituiscono una regola nazionale; i diritti dovuti agli uffici che rilasciano apostille e legalizzazioni, e in particolare i diritti consolari, sono stabiliti dagli uffici stessi. Verificate sempre presso l'ufficio competente e presso l'autorità di destinazione.

Ultima revisione: 14 agosto 2026.

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